I costi della produzione agricola

Ma alla fine … quanto si guadagna a coltivare canapa?  la domanda  sorge spontanea ed è più che legittima.

La risposta, o meglio le risposte, non sono naturalmente scontate, ma è doveroso farci due conti, come sono usi a fare gli agricoltori, con i piedi ben piantati per terra e la faccia esposta a tutti  i venti.

Iniziamo dal seme:

Oggi dobbiamo importare sementi da l’estero, per ragioni che non staremo ad analizzare in questa sede, e  la produzione è ancora manuale, quindi  i costi sono alti ed il prezzo di vendita in Italia non  è inferiore ai  5  €/kg.

La quantità di seme ad ettaro non sarà inferiore a 40 kg/ha, per avere una densità di circa 100 piante al m2, quindi si spenderanno  200 €/ha + IVA (10%)  = 220 €/ha + trasporti e consegna =  250 €/ha

La preparazione del terreno

Ovviamente non si può stabilire una regola valida per tutti i tipi di suolo che andremo a coltivare, perché i costi dipendono dalla natura stessa del terreno (argilloso, sabbioso, limoso, ecc.), dalla giacitura (pianura, collina), dalla sistemazione agraria (superficie media delle parcelle, scoline, ecc.) e dall’uso che se ne è fatto in precedenza. 

Abbiamo quindi considerato le lavorazioni standard necessarie ad arare in superficie (max 20 cm) ed erpicare quanto basta ad affinare bene e preparare un letto di semina in cui le piantine possano germinare facilmente ed  in modo omogeneo.  La concimazione è necessaria se il terreno è molto sfruttato e sarebbe preferibile usare concime organico.  Non serve diserbare il campo prima della semina perché la canapa vincerà la competizione con le infestanti, se solo gli diamo modo di crescere 15-20 cm molto rapidamente  in un campo ben preparato. Una volta che la canapa ha superato il primo stadio di accrescimento ed ed ha messo giù il suo fittone  … la guardiamo crescere, non c’è bisogno di irrigazione o trattamenti antiparassitari.   Qualche dispiacere ce lo può dare la piralide, che infesta il mais, ma un attacco modesto non creerà danni  di rilievo ed il fusto danneggiato non muore, ma in genere ricaccia due rami .

La raccolta

Nel nostro conto abbiamo considerato solo le produzioni agricole, seme e paglie, ma vedremo in appendice che  il reddito più interessante si genera  con la trasformazione del seme in olio e farine, delle paglie in canapulo e fibre.

Il seme

Per far quadrare i conti dovremo necessariamente mandare le piante a seme ed attendere il momento giusto per trebbiare.  Utilizzando le varietà precoci  monoiche, che portano il seme su quasi tutte le piante, potremo in genere effettuare la raccolta nel mese di Settembre, se avremo seminato come si conviene ad inizio Aprile … tempo permettendo.

I semi di  canapa hanno una maturazione scalare per cui è importante scegliere  bene l’epoca del raccolto, per non perdere in campo i semi già maturi. Il risultato della mieti-trebbiatura dipende in gran parte da questa scelta ed insieme dalla regolazione e dall’uso della macchina.  Abbiamo considerato una media di  8  q/ha, considerando che in Francia si ottengono in genere 10-12 q/ha, ma abbiamo visto anche risultati molto più ridotti, di 4-6 q/ha.  Quindi  possiamo dire che i risultati dipendono da  5  variabili:

1. qualità e preparazione del suolo 

2. scelta della varietà

3. epoca di raccolta

4. efficienza delle macchine e perizia degli operatori

5. andamento climatico

Le paglie

Nella mieti-trebbiatura si asporta  la cima dello stelo che porta il seme, lunga in media 50 cm. ;  il resto degli steli che rimangono in piedi devono essere  sfalciati , anche con una normale barra da fieno a lame oscillanti, quindi lasciati in campo ad essiccare ed infine vanno ranghinati, raccolti e pressati in balle rotonde o squadrate.

Dall’accuratezza di queste lavorazioni dipende in gran parte l’esito delle successive fasi di lavorazione, la stigliatura, cioè la separazione del canapulo, dalle fibre.  La qualità del prodotto finale dipende quindi anche dalla lavorazione agricola, non solo dal tipo e dall’efficienza delle macchine di stigliatura.  Il valore del prodotto agricolo dipenderà anche in questo caso da come si lavora nelle fasi di raccolta.  Se gli steli sono di grosso diametro, o vengono lasciati in campo a macerare troppo a lungo e sono infestati dalle muffe, le paglie saranno dunque deprezzate;  se al contrario gli steli avranno un diametro medio di 10 mm., le fibre saranno morbide e giallo paglierino, il canapulo asciutto e con lume interno ridotto, il prezzo di acquisto sarà più alto.  Assolutamente da evitare la pressatura di paglie troppo umide e la presenza di sassi, zolle di terra, plastiche, filanciani e fili di ferro.

Ricapitolando

I ricavi del prodotto agricolo

Quando i semi sono trattati  come si conviene valgono a l’ingrosso 1500 €/t. se  in agricoltura convenzionale, o 1800 €/t. se in regime biologico certificato. I semi in genere  vengono venduti in sacchi da 20-25 kg, come la granella o in big-bag a perdere.

La paglia di canapa avrà in media un valore di 150 €/tonnellata  franco partenza. Quando si conferisce la paglia ad un trasformatore (stigliatura)  in genere si fanno dei contratti di ritiro a calendario, come usa in tutta Europa e specie in Francia e Belgio, per il lino.  Vuol dire che l’acquirente paga un premio di stoccaggio mensile a l’azienda agricola quando la giacenza supera i 3 mesi. 

La strategia che TECNOCANAPA intende perseguire stravolge l’impostazione standard di questo sistema agro-industriale perché intendiamo  portare macchinari di stigliatura/cippatura  mobili nelle zone di produzione agricola, piazzandoli nei pressi di un centro di stoccaggio.  Quando la riserva di materia prima sarà stata tutta lavorata, le macchine vengono trasportate in un altro centro di stoccaggio.  In questo modo si dovrebbe limitare la circolazione di mezzi pesanti che trasportano le paglie, con benefici per l’ambiente e .. per le spese connesse, ed inoltre si possono costituire dei magazzini  localizzati di prodotti , come il canapulo per l’edilizia, che altrimenti sarebbe troppo costoso consegnare a destinazione.

Sintesi ricavi

Conclusioni

I conti economici sono sempre un’astrazione e vanno poi verificati nelle realtà produttive, che sono molto diverse l’una dall’altra. I dati che abbiamo utilizzato sono derivati dalla conoscenza diretta di operatori del settore, italiani ed europei,  e da numerose verifiche “sul campo”.

Analizzando i risultati economici possiamo dunque dire che è senz’altro conveniente per l’operatore agricolo commercializzare un prodotto trasformato, anche all’ingrosso, piuttosto che limitarsi a vendere il seme  e/o le balle di paglia di canapa.  Poco cambia se si vende il trinciato solamente (ipotesi B) oppure il seme ed il trinciato (ipotesi A).

I risultati economici migliori in assoluto si ottengono facendo trinciare le paglie e facendo pressare il seme per ricavarne olio e farine proteiche, oppure decorticando il seme. 

Divertitevi a definire un progetto produttivo, “dal seme alla tavola”, “dal campo al cantiere edile” ecc.

e non dimenticate che …. bisogna sempre fare prodotti di qualità  e  … la strada è lunga ed irta di ostacoli tecnici e naturali, per cui occorre mettere in gioco tutto l’ingegno di cui saremo capaci.

Buon lavoro !!!!

Tecnocanapa s.r.l.

Via S. Vittore 49 Milano Italy

info@tecnocanapa.it