Il Progetto Primario di Tecnocanapa è la costruzione dell'IMPIANTO MOBILE per la lavorazione delle paglie, l'unico modo per far partire la filiera della canapa in Italia

La logica della “filiera corta” è un’esigenza imprescindibile per far partire molte produzioni locali collegate alla coltivazione della canapa.  Infatti per attivare la filiera occorre disporre di un impianto di prima trasformazione del prodotto agricolo nelle immediate vicinanze dei campi coltivati a canapa e viceversa, non ha senso coltivare canapa se non si dispone di un impianto a cui conferire le paglie, da cui si ottiene fibra e canapulo.

Bisogna dire che gli impianti di stigliatura oggi esistenti in Europa sono in grado lavorare il prodotto agricolo di ampie superfici coltivate a canapa, ma sono impianti di grandi dimensioni e richiedono, per essere attivati, di un investimento iniziale consistente, almeno 4-6 milioni di euro. Naturalmente tali impianti sono situati là dove esistono le maggiori estensioni di canapa, prevalentemente in Francia e Olanda.

Proprio considerando queste esperienze, i loro pro e contro, i rispettivi punti deboli ed i vantaggi evidenti, nel contesto delle vicende europee della canapa, abbiamo quindi concluso che.

  • conviene comunque realizzare impianti di piccole dimensioni, che si ammortizzano in pochi anni, fortemente collegati alla base agricola, tramite cooperative o consorzi, 

  • che, data la frammentazione delle superfici coltivate e la logistica tipica dell’Italia, è opportuno disporre di un impianto, o parte di esso, che sia mobile, cioè che  possa essere trasportato ed installato nei pressi delle zone coltivate a canapa, per il tempo necessario a lavorare le paglie raccolte in loco.

  

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Tecnocanapa s.r.l.

Via S. Vittore 49 Milano Italy

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